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Depurativo

16,50

Flacone da 100 ml

II cardo mariano, carciofo, boldo e tarassaco sono piante che stimolano la funzionalità epatica.
I principi attivi di queste fantastiche piante racchiudono in se le proprietà che aiutano il fegato. In naturopatia il fegato rappresenta il principale organo emuntore deputato alla detossificazione delle scorie metaboliche.
II fegato riveste inoltre un ruolo attivo anche nel processo di assimilazione e digestione, attraverso le sue secrezioni che vengono veicolate dalla bile direttamente nell’intestino. Queste funzioni erano note fin dall’antichità: da sempre l’uomo ha cercato di migliorare e stimolare le sue funzioni fisiologiche del fegato attraverso l’ausilio delle piante.

Cardo mariano e la Silimarina
Il principio attivo più importante del cardo mariano è rappresentato dalla Silimarina, a cui sono associate proprietà protettive nel contrastare effetti epatolesivi di varia natura. A tutti gli effetti la Silimarina agisce come epatoprotettore impedendo l’ingresso di altre tossine a livello dell’ epatocita (le cellule del fegato) e inibisce la formazione dei perossidi (radicali liberi in grado di alterare la struttura della membrana cellulare della cellula epatica) .In particolare ai frutti viene riconosciuta anche un’azione rigeneratrice a livello della cellula epatica.

Boldo
Il boldo e una pianta originaria del Cile utilizzata da sempre nella medicina popolare per la cura delle affezioni del fegato e delle vie urinarie.Le capre che pascolano in Cile e mangiano le foglie di boldo sono risultate esenti da malattie epatiche. Il boldo è indicato in caso di difficolta digestive e possiede un’azione di tipo colagoga.

Carciofo
Le proprietà del carciofo sono conosciute fin dai tempi antichi quale regolatore del flusso biliare e come protettore del fegato.L’azione coleretica ed epato protettrice avviene tramite l’attivita sul metabolismo delle urea: infatti gli estratti del carciofo contribuiscono a diminuire l’azotemia stimolando la trasformazione del fegato di molecole azotate imperfette in molecole meno tossiche e facilmente eliminabile dal rene.

Categoria:

Flacone da 100 ml

II cardo mariano, carciofo, boldo e tarassaco sono piante che stimolano la funzionalità epatica.
I principi attivi di queste fantastiche piante racchiudono in se le proprietà che aiutano il fegato. In naturopatia il fegato rappresenta il principale organo emuntore deputato alla detossificazione delle scorie metaboliche.
II fegato riveste inoltre un ruolo attivo anche nel processo di assimilazione e digestione, attraverso le sue secrezioni che vengono veicolate dalla bile direttamente nell’intestino. Queste funzioni erano note fin dall’antichità: da sempre l’uomo ha cercato di migliorare e stimolare le sue funzioni fisiologiche del fegato attraverso l’ausilio delle piante.

Cardo mariano e la Silimarina
Il principio attivo più importante del cardo mariano è rappresentato dalla Silimarina, a cui sono associate proprietà protettive nel contrastare effetti epatolesivi di varia natura. A tutti gli effetti la Silimarina agisce come epatoprotettore impedendo l’ingresso di altre tossine a livello dell’ epatocita (le cellule del fegato) e inibisce la formazione dei perossidi (radicali liberi in grado di alterare la struttura della membrana cellulare della cellula epatica) .In particolare ai frutti viene riconosciuta anche un’azione rigeneratrice a livello della cellula epatica.

Boldo
Il boldo e una pianta originaria del Cile utilizzata da sempre nella medicina popolare per la cura delle affezioni del fegato e delle vie urinarie.Le capre che pascolano in Cile e mangiano le foglie di boldo sono risultate esenti da malattie epatiche. Il boldo è indicato in caso di difficolta digestive e possiede un’azione di tipo colagoga.

Carciofo
Le proprietà del carciofo sono conosciute fin dai tempi antichi quale regolatore del flusso biliare e come protettore del fegato.L’azione coleretica ed epato protettrice avviene tramite l’attivita sul metabolismo delle urea: infatti gli estratti del carciofo contribuiscono a diminuire l’azotemia stimolando la trasformazione del fegato di molecole azotate imperfette in molecole meno tossiche e facilmente eliminabile dal rene.